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Fnatic lancia una nuova etichetta musicale e rilascia un album lofi hiphop

31 brani e 40 artisti per il primo album

di Davide E. Nappi
Fnatic etichetta musicale

2 min. di lettura

L’organizzazione europea di esports Fnatic ha lanciato la propria etichetta musicale: Fnatic Music.
Fnatic Island Vol. 1, questo il nome dell’album di debutto dell’organizzazione progettato per essere un accompagnamento al gioco occasionale, contiene 31 brani hip hop lofi in collaborazione con 40 artisti.

Dopo la collaborazione con l’artista hip-hop britannico Che Lingo nell’aprile di quest’anno, la nuova avventura musicale è l’ennesimo tentativo dell’organizzazione di espandere le proprie operazioni come gaming lifestyle brand. Va ad aggiungersi alla già corposa linea commerciale di periferiche di gioco, merchandise e al programma di partnership con i college più famosi.

Gli artisti contribuenti all’album hanno raggiunto un totale complessivo di 18 milioni di stream mensili su Spotify. L’organizzazione ha già dimostrato in passato la sua capacità di saper unire molteplici talenti per creare un gruppo performante, come con Fnatic network, il suo programma di micro-influencing. Il programma comprende settanta creators per lo più non retribuiti, ma con una portata sociale combinata di oltre 8,1 milioni di utenti.

Altre organizzazioni di esports si erano avventurate nella musica prima dei Fnatic. Gen. G è attualmente pubblicizzato dall’artista coreano-americano Jay Park e T1 ha collaborato con il gruppo k-pop THE BOYZ per i Mondiali 2022, un evento che ha visto Lil Nas X esibirsi durante la cerimonia di apertura.

Il progetto è stato guidato dal responsabile marketing di Fnatic, Joshua Brill, cui ha fatto comodo l’ampia carriera nell’industria musicale, che comprende un periodo di lavoro presso MTV e Warner Music Group.
A proposito del lancio dell’etichetta musicale, Brill ha commentato:

“Il posizionamento di Fnatic come marchio leader nel settore degli esports si basa sulla competizione ai massimi livelli e sul nostro impegno a ispirare, potenziare e far crescere tutti i giocatori. La musica è un altro catalizzatore per noi per fare proprio questo, continuando a gettare la nostra rete oltre gli esports in segmenti di gioco più ampi.
Abbiamo scelto il genere lofi per il nostro album di debutto a causa della sua sinergia già comprovata con i giochi e gli esports. Non a caso è già consumato in massa dai giocatori della Gen Z e dai millennial.”

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