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La Corte distrettuale respinge la causa di violazione di copyright di Riot Games

Accolta la mozione FNC di Moonton Technology

di Davide E. Nappi
La Corte distrettuale

2 min. di lettura

La Corte distrettuale della California negli Stati Uniti d’America ha respinto la causa per violazione di copyright intentata da Riot Games contro Moonton Technology, sviluppatore di Mobile Legends: Bang Bang.

La sentenza è stata emessa dopo che il tribunale ha accolto la mozione FNC (Forum non conveniens) di Moonton, che chiedeva di trasferire il caso in un tribunale più appropriato.

Il giudice distrettuale Michael Fitzgerald ha stabilito che sarebbe più adatto discutere il caso in una sede legale cinese piuttosto che negli Stati Uniti. Ciò è dovuto al fatto che la società madre di Riot Games, la hoding cinese Tencent, è una “terza parte critica” nel caso, pur non partecipando a questa causa speficica. Quest’ultima sta infatti portando avanti una sua separata azione legale contro Moonton proprio in Cina.

Il documento del tribunale spiega che Riot Games e Tencent sembrano consentire liberamente l’una all’altra di utilizzare vicendevolmente le opere protette da copyright nei loro giochi. Ciò avviene a tal punto che il giudice ha affermato che è ormai difficile scindere quali elementi dei giochi siano stati realizzati da Riot e quali da Tencent.

Di conseguenza, il giudice ha stabilito che è ingiusto permettere a Riot e Tencent di portare avanti una guerra su due fronti contro Moonton, a meno che e finché Tencent non decida di presentarsi su entrambi i campi di battaglia.

Riot ha intentato la causa contro lo sviluppatore di Mobile Legends Bang Bang nel maggio 2022. La ragione della denuncia risiedeva nel fatto che, secondo Riot Games, Moonton avrebbe copiato parti dei famosissimi League of Legends e Wild Rift, inclusi personaggi di entrambi i giochi. Già nel 2017 era stata intentata una causa molto simile con protagonisti gli stessi due attori.

Il 23 agosto Moonton ha presentato una mozione di archiviazione del caso, alla quale Riot ha prontamente risposto con un’opposizione. La sentenza ufficiale è stata emessa l’8 novembre.

Nella sentenza della Corte distrettuale si legge:

La questione è se le circostanze siano davvero cambiate rispetto a quelle esistenti nel 2017 o se Riot cerchi semplicemente un secondo morso alla mela, insoddisfatta dei progressi (o della loro mancanza) nella causa parallela in Cina, ancora in corso. La Corte ritiene che sia quest’ultimo il caso.

Riot Games ha invece sostenuto che la società sta denunciando violazioni diverse da quelle denunciate da Tencent in Cina. Inoltre, ha sottolineato come alcune sfide procedurali rendano la Cina un foro inadeguato perché altamente scomodo, soprattutto a causa delle restrizioni per la prevenzione e il contenimento della pandemia da COVID-19.

Tuttavia, il tribunale ha stabilito che queste circostanze non cambiano il fatto che Tencent sia da considerarsi un fattore centrale nel dipanarsi della questione legale.

 

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