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Invert lancia la Esports Coaches Guild

La prima associazione di categoria per allenatori esports

di Davide E. Nappi
Invert

2 min. di lettura

Il coach canadese di League of Legends Gabriel ‘Invert’ Zoltan-Johan ha fondato un’associazione di categoria per coaches di esport chiamata Esports Coaches Guild. Per il progetto, Invert ha attinto alla propria esperienza professionale di allenatore. Dopo aver studiato all’Università di Toronto, è passato alla squadra LCS di FlyQuest ed infine è diventato assistente allenatore di Immortals.

Registrata come organizzazione senza scopo di lucro, fornirà risorse legali e opportunità di formazione ai suoi associati e si occuperà della difesa legale degli allenatori della League Championship Series (LCS) e della North American Collegiate League (NACL). Il focus operativo ruoterà attorno alla LCS e ai team esports nascenti di VALORANT.

L’organizzazione dà la possibilità di un triplice livello di iscrizione, corrispondenti alla quantità di servizi e tutele erogati. Sta già accettando infatti i primi pagamenti, rispettivamente di 300, 400 e 500 dollari all’anno.

Attualmente sta discutendo con Riot Games e la dirigenza della LCS per la possibilità di rappresentare gli allenatori a livello istituzionale, in modo da far presenti le loro esigenze nelle discussioni intavolate dai publisher del gioco con gli organizzatori delle serie. A gennaio è previsto l’arrivo di servizi formativi per gli allenatori, e per il prossimo futuro l’Esport Coaches Guild si concentrerà sull’organizzazione di eventi che contribuiranno alla già crescente espansione del mondo del coaching e degli esports in generale.

Invert, circa la figura del coach esport, ha dichiarato: 

Il lavoro in sé ha una sicurezza occupazionale relativamente bassa e i diritti  degli allenatori non sono spesso difesi in modo adeguato, poiché non sono rappresentati da alcun tipo di team legale o agente, per via di un potenziale conflitto di interessi. Gli agenti rappresentano più spesso i player, perché possono far loro guadagnare una commissione maggiore. Quindi non vogliono avere a che fare con situazioni in cui rappresentano sia un allenatore che un giocatore perché potrebbero trovarsi a gestire un potenziale conflitto.

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