Home » Laurence Farreng parla del riconoscimento degli esport dall’UE

Laurence Farreng parla del riconoscimento degli esport dall’UE

Il riconoscimento degli esport dall'Unione Europea è "un grande passo in avanti"

di Lorenzo Ardeni
Laurence Fanneng

4 min. di lettura

Durante il mese di novembre 2022, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione distintiva che riconosce il valore degli esport europei e dell’industria del gaming. Il rapporto ha raccomandato una strategia su lungo termine per l’Unione Europea per supportare e finanziare entrambi i settori.

L’iniziativa presa è stata sostenuta dall’eurodeputato Laurence Farreng, politico francese del gruppo Renew Europe, ed è stata approvata con il 92% dei voti a favore. La presenza di Farreng, di fatti, riconferma l’impegno del Governo francese nei confronti dell’industria dell’esport, come avevamo già visto in seguito all’annuncio di un piano per creare un ecosistema nazionale francese per valorizzare il settore.

Farreng accredita i 560 voti a favore come il risultato di una collaborazione tra i vari partiti politici, affermando che l‘elevato margine con cui la risoluzione è stata approvata dal Parlamento dimostra il grande interesse da parte di tutta Europa per una nuova legislazione. Tuttavia, uno dei temi affrontati da Farreng, e dalla risoluzione, è proprio la promozione dei valori europei di inclusione e uguaglianza, che si è rivelata più controversa per i gruppi di estrema destra.

“Certo, abbiamo sempre lo stesso problema con l’estrema destra. Dicono che l’obiettivo del nostro rapporto è quello di influenzare i giovani con valori europei e ‘wokeness’.”

Tuttavia, l’Eurodeputata rivela anche che molti dei gruppi che prima erano riluttanti hanno adesso cambiato idea, aprendo la strada per sancire un rapporto basato sui valori della strategia europea per gli esport:

“Penso sia stato molto difficile votare contro perché, per chi lo legge, puoi non essere contrario alle preoccupazioni con così tante aziende del settore creativo e dei giovani.”

Il Governo francese sempre più vicino agli esport

Laurence Farreng ha anche il sostegno del Presidente Emmanuel Macron, che soprattutto negli ultimi anni si è spesso espresso nei confronti degli esport. Era anche presente a un evento all’Eliseo, la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica francese, a cui sono state invitate le principali parte interessate francesi dello scenario esport, come il Team Vitality e Karmine Corp.

Nel corso dei mesi, dunque, l’arrivo di sostentamenti, finanziamenti e regolamenti atti a supportare l’industria degli esport era piuttosto immaginabile. Tuttavia, all’interno di un’intervista riportata da Esports Insider, Laurence Farreng ha rivelato che è stata l’epidemia di COVID-19 a portare gli esport all’attenzione del suo comitato.

“Abbiamo deciso di scrivere una risoluzione sulla ripresa del settore culturale e chiesto mezzi speciali nel piano di ripresa per queste industrie. Ed è allora che ho capito che il settore del gaming era così vasto e così importante.”

Secondo Farreng, sono diventate necessarie polizze, programmi e incentivi a livello europeo: il programma Creative Europe, un’iniziativa dell’Unione Europea che offre fondi alle industrie audiovisive, era ancora insufficiente dato che si concentrava ancora maggiormente su altri medium come la letteratura, il cinema e l’arte in generale. Va da sé che il gaming e gli esport hanno bisogno di un fondo a parte che andava necessariamente delineato.

“Un punto molto positivo [del rapporto] è che abbiamo rivelato cos’è il settore. [Abbiamo] soppesato le sue specificità, la necessità di considerarlo meglio con programmi specifici, finanziamenti specifici, difendendo la sua specificità perché si basa sulla proprietà intellettuale e dobbiamo proteggerla, così come i beni culturali europei.”

La protezione dei diritti di proprietà intellettuale sono per l’Unione Europea ciò che definisce la differenza tra gli sport tradizionali e gli esports, e di conseguenza rimangono il punto focale della discussione dei regolamenti. Secondo l’Interactive Software Federation of Europe, il corpo che rappresenta l’industria del gaming, l’esport è infatti basato su una proprietà intellettuale, reso possibile da investimenti di publisher e sviluppatori di videogiochi. Di conseguenza, le regole dei titoli vengono definiti proprio da coloro che li realizzano.

Laurence Farreng

Immagine di Unsplash.

Il futuro degli esport, sul territorio europeo, sembra comunque molto roseo. L’attenzione sempre maggiore, da parte dei politici europei, può essere facilmente attribuita anche al potenziale economico che gli eventi esport posseggono. Il Governo francese, in tal senso, si è mostrato particolarmente attento a tali occasioni soprattutto perché il Presidente Macron stesso ha annunciato l’arrivo del CS:GO Major di BLAST a Parigi.

L’eurodeputata Farreng ritiene che leggi appositamente create possano davvero rinforzare il potenziale economico degli esport, evidenziando anche l’intenzione di stanziare fondi per luoghi e altre strutture al fine di supportare lo sviluppo dello scenario. Ma l’idea è anche quella di investire nelle infrastrutture che possano rendere più interessanti le città europee per ospitare eventi.

Un’altra priorità è la necessità di migliorare le procedure per i visti e le condizioni di lavoro all’interno dell’industria degli esport, specialmente per la sua natura internazionale. La risoluzione di novembre ha proposto la creazione di un ampio raggio di visti per tutti i partecipanti e personale di organizzazioni esport, basato proprio sui visti culturali e sportivi Schengen già esistenti.

Le sfide per l’affermazione degli esport

Il Dr. Nepomuk Nothelfer, un ricercatore legale incaricato di condurre un report sugli esport in Europa. Si è espresso in merito all’internazionalità del settore, spiegandone le criticità:

“Gli esport sono intrinsecamente digitali e poiché internet non ha confini nazionali, l’industria è intrinsecamente internazionale. Il loro carattere internazionale ha un impatto significativo su quasi ogni aspetto del settore, come la comunicazione di gruppo, le differenze culturali nella costruzione di ecosistemi, l’immigrazione e l’occupazione e la redazione di contratti. Di conseguenza, è importante affrontare molte sfide su scala sovranazionale.”

Ricordiamo però che, nonostante tutti i grandi progressi fatti, c’è ancora molto lavoro da fare: di fatti, la risoluzione è solo una raccomandazione. Le modalità di attuazione della sua guida devono ancora essere decise. Farreng ha commentato:

“Il primo successo è stato ottenere questo rapporto. Il secondo era avere questo voto molto ampio. Durante il processo abbiamo avuto un dibattito al Parlamento europeo sui videogiochi, quindi è stato un grande passo.”

Immagine di copertina di: © European Union 2022 – Fonte: EP