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Sponsorizzazioni negli Esports: il ruolo del betting

Il partner più costante negli anni

di Davide E. Nappi
Sponsorizzazioni negli esports il ruolo del betting

4 min. di lettura

Non è mai facile analizzare e raccontare la storia in fieri, mentre la si sta vivendo. Rimane tuttavia un esercizio utile e, se fatto con un certo rigore, sicuramente interessante.
L’industria degli esport sta prendendo forma e si sta ritagliando uno spazio specifico sul mercato delimitando un proprio settore commerciale. Questo grazie anche al flusso costante di capitale che sta ricevendo negli ultimi anni da parte di aziende o settori commerciali tramite importanti sponsorizzazioni.

Da quando l’industria ha iniziato a prendere forma come settore commerciale, ci sono state probabilmente tre distinte e importanti fasi di partnership che hanno contribuito a renderlo uno tra quelli in più in rapida crescita.

La prima fase potremmo definirla la Fase delle periferiche: un’ondata di high performance gaming brands ha dato vita e sostentamento a squadre e tornei esportivi, mentre i produttori di periferiche ( mouse, tastiere e cuffie da gioco tra tutte) si contendevano il miglior spot d’esposizione tra i giocatori più seguiti.
Questa fase è stata, se vogliamo, la più ovvia. Aziende endemiche come HyperX e Razer hanno fatto parte della costruzione della scena esportiva in quella che possiamo definire la prima ondata di sponsorizzazioni. Poter pubblicizzare i migliori giocatori mentre utilizzano le proprie periferiche è esattamente ciò che i producer sognavano per promuovere i propri prodotti. I produttori di periferiche sono stati fondamentali in questi primi tempi per la creazione della scena. Molti di questi accordi hanno fornito l’infrastruttura necessaria in termini di hardware per l’organizzazione di eventi e gaming houses.

Potremmo poi chiamare la fase successiva la Fase del betting: sono fiorite le partnership tra le entità esports e i siti web di scommesse, con il decollo delle scommesse regolamentate sugli esports e l’afflusso dei bookmaker per soddisfare il nuovo settore.
Aziende come Rivalry, Betway e Parimatch hanno conquistato le prime pagine di business sui quotidiani – specialistici ma anche meno- di caratura globale. La stretta relazione tra bookmaker e squadre sportive è traslata rapidamente sugli esports, quando i primi sportsbook regolamentati hanno iniziato a offrire match di esports.
Ne è risultato un periodo abbastanza prolungato in cui sono state strette nuove partnership di betting con cadenza praticamente settimanale e sono state forgiate preziose relazioni a lungo termine, come ad esempio quella tra Betway e Ninjas in Pyjamas.

Infine, la Fase delle Crypto: con il boom delle criptovalute e l’aumento vertiginoso del valore degli asset blockchain, aziende tecnologiche blockchain-based – in particolare gli exchange di criptovalute e le startup Web3 di fan engagement – hanno riempito le prime pagine dei giornali con tentativi di accaparrarsi questo nuovo e prezioso pubblico degli esports.
Era stata avvertita infatti una forte sovrapposizione di target tra gli appassionati di criptovalute e i fan degli esports – giovani ed esperti di tecnologia – e le aziende di criptovalute e blockchain di ogni tipo hanno stretto partnership con quasi tutte le organizzazioni di esports e gli organizzatori di tornei del pianeta.

Una marea di denaro, prosciugatasi però improvvisamente nel 2022 con l’inizio del cosiddetto “inverno delle criptovalute“. Con il crollo vertiginoso del valore delle cripto, anche gli investimenti sono diminuiti, causando un forte rallentamento degli accordi di sponsorizzazione.
Il colpo più grande per le criptovalute è stato il fallimento di FTX, che ha causato la cancellazione di importanti accordi come la sponsorizzazione per i diritti di denominazione di TSM per 210 milioni di dollari e una forte perdita di fiducia nel settore.

Durante questo gelido inverno crypto, il betting è invece rimasto un punto fermo nelle sponsorizzazioni e quindi nelle revenue esports. I siti di scommesse non hanno rinunciato a coinvolgere il pubblico per scommettere sulle proprie squadre preferite e hanno mantenuto il loro territorio nel settore.

La maggior parte delle organizzazioni più importanti ha attualmente partnership attive con le società di scommesse, che rinnova con cadenza annuale. Inoltre, l’aumento della popolarità delle società di betting in nuovi territori importanti precedentemente inespolarati, come il Brasile, ha contribuito a una serie di nuovi accordi incentrati sul mercato LATAM, in rapida crescita.

Oggi è diventato usuale vedere loghi di brand di betting sulle maglie delle più grandi organizzazioni di esports del mondo, soprattutto nella scena di CS:GO. Ma c’è ancora spazio: un rapporto pubblicato da Esports Insider nel 2022 ha rilevato che il 17% delle società di esports ha già un accordo con le società di scommesse, e il 53% di esse vuole concludere contratti con entità del settore.

Le cifre dimostrano la profonda rilevanza che le scommesse hanno assunto nell’industria degli esports, soprattutto se paragonate all’atteggiamento ormai algido nei confronti dello spazio delle criptovalute e al valore modesto delle sponsorizzazioni delle periferiche. In effetti, il betting è diventato una fonte secondaria di intrattenimento per il pubblico: i contenuti che analizzano le migliori quote per piazzare le scommesse sono di fruizione quotidiana per i fan, così come le scritte in sovrimpressione nelle trasmissioni con le quote che indicano al pubblico la forza relativa delle squadre.