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Dante Demartini vs Microsoft: la Corte respinge la richiesta di Microsoft di sospendere l’opposizione

La causa dei giocatori contro la fusione Activision Blizzard e Microsoft va avanti

di Davide E. Nappi
Dante Demartini

2 min. di lettura

Il giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti Jacqueline Scott Corley ha respinto la richiesta di Microsoft di sospendere l’azione legale intentata dai giocatori e guidata da Dante Demartini in attesa della risoluzione in tribunale di un’azione della Federal Trade Commission (FTC).

Nella memoria presentata alla corte, Microsoft ha sostenuto che la causa che si oppone alla fusione da 69 miliardi di dollari con Activision Blizzard (Dante Demartini vs Microsoft Corporation), avviata a dicembre, non dovrebbe andare avanti contemporaneamente alla causa della FTC, in quanto si duplicherebbe il contenzioso e si potrebbero creare sentenze incoerenti nei tribunali.

Il giudice Corley si è schierato tuttavia con i querelanti, ha respinto la mozione e ha fissato un’udienza per ascoltare le argomentazioni il 23 marzo. Dopo tale udienza, il giudice Corley valuterà se emettere un’ingiunzione preliminare per bloccare la fusione.

La scorsa settimana Microsoft si è impegnata con il tribunale a non completare la fusione con Activision Blizzard prima del 31 marzo, poiché la scadenza per la revisione da parte della Competition & Markets Authority (CMA) del Regno Unito è il 26 aprile, mentre la Commissione Europea dovrebbe emettere una Statement of Objections (SO) nel corso di questa settimana.

All’inizio del mese, la CMA ha posticipato la data della relazione finale, precedentemente fissata al 1° marzo 2023, affermando di aver bisogno di più tempo a causa della complessità dell’indagine, della grande mole di prove da esaminare e delle osservazioni degli stakeholder e dei consumatori del Regno Unito da prendere in considerazione.

Tentare di indovinare quale sarà la strategia di Microsoft è abbastanza semplice e logico: cercherà di porre rimedio a qualsiasi obiezione sollevata da qualsivoglia autorità di regolamentazione e poi offrirà tali soluzioni alla FTC per l’approvazione finale.

Se tutte queste agenzie saranno soddisfatte (e se il caso Demartini non causerà ulteriori complicazioni, cosa che potrebbe accadere), Microsoft spera di chiudere la pratica di acquisizione prima del 18 luglio, data della scadenza; se dovesse superare tale data, sarà costretta ad abbandonare l’accordo e a pagare ad Activision Blizzard 3 miliardi di dollari in costi di separazione.

 

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