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The Washington Post cessa la copertura gaming ed esport

Chiude Launcher, la verticale a tema esport e gaming

di Lorenzo Ardeni
The Washington Post

2 min. di lettura

The Washington Post ha fatto sapere di aver licenziato 20 persone del suo staff, incluse cinque figure che lavoravano nella sua verticale a tema esport e gaming, Launcher. 

Questo significa anche che la sezione chiuderà completamente, così come saranno chiusi i rapporti tra The Washington Post e le cinque persone che lavoravano su di essa: Mikhail Klimentov, Jhaan Elker, Alyse Stanley, Shannon Liao e Nathan Grayson. In particolare, Klimentov si è espresso su Twitter in merito alla chiusura di Luncher, affermando che “sarà chiuso tra ‘altri due mesi in pista’”. 

La copertura editoriale sul settore del gaming e degli esport da parte del The Washington Post è cominciata nel 2019 con la nascita di Launcher, che era di fatti verticale su tali argomenti. L’obiettivo era quello di “tenere responsabili i leader e le aziende che compongono l’industria del gioco”, nonché a “aiutare a colmare il divario tra un pubblico inconsapevole del panorama moderno del gioco e coloro che lo abitano quotidianamente”.

Nel corso degli ultimi anni, peraltro, The Washington Post ha portato alla luce alcuni dei report più importanti, come quello che svelava la leadership tossica e la cultura sul posto di lavoro a TSM. Di fatti, dispiace dover parlare dell’ennesimo taglio dai dipendenti ad avere effetto nell’industria del gaming e non, dato che molte altre multinazionali hanno dovuto prendere la decisione di licenziare in massa il proprio personale, come Microsoft e Amazon.

Neanche l’industria degli esport riesce a salvarsi da questa situazione, con molteplici organizzazioni che si ritrovano costrette a tagliare il personale in tutto il mondo. A marzo 2022, come ha riportato Digiday, Enthusiast Gaming ha dovuto licenziare 11 dei suoi 26 membri dello staff che scrivevano sulla testata online Upcomer, prima che venne acquisita da GAMURS Group.

A luglio 2022, invece, anche il sito dedicato agli esport Inven Global ha dovuto licenziare il suo intero staff editoriale. Due mesi dopo Fanbyte, posseduta da Tencent, si è vista tagliare quasi tutta la sua forza lavoro. Ci sono poi anche altri progetti, come G4 TV e VENN, hanno faticato così tanto dal trovare una buona dose di visualizzazioni o comunque entrate che giustificassero i costi, che sono finite anch’esse per essere smantellate.

Potremmo citare anche i eUnited, la cui organizzazione ha praticamente licenziato tutti i dipendenti, con il CEO ad esser rimasto l’unico effettivamente attivo. Anche Riot Games ha effettuato licenziamenti di recente, lasciando a casa ben 46 dei suoi dipendenti.