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Activision Blizzard: patteggiamento per 35 milioni di dollari

Inizio anno problematico, non bene al controllo SEC

di Redazione
Activision Blizzard Overwatch

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Activision Blizzard ha accettato di patteggiare nel processo per le violazioni alle normative sui whistleblower e per non aver impostato controlli adeguati di analisi dei reclami sul posto di lavoro.

Il produttore di Call of Duty e Overwatch 2, ha accettato di pagare 35 milioni di dollari e quindi il patteggiamento per le accuse mosse dalla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti per non aver “mantenuto controlli e procedure di divulgazione per garantire che la società potesse valutare se le informazioni relative alla sua forza lavoro fossero adeguate” e, separatamente, per aver violato le norme di protezione degli informatori della SEC.

La SEC ha dichiarato in un comunicato di venerdì che tra il 2018 e il 2021, Activision Blizzard non aveva procedure per raccogliere e analizzare adeguatamente i reclami dei dipendenti relativi alla cattiva condotta sul posto di lavoro e di conseguenza non ha riconosciuto l’entità e la portata dei gravi problemi all’interno dei suoi vari studi. Non svolgendo regolarmente questi controlli, secondo la SEC, “non ha valutato l’esistenza di problemi rilevanti che avrebbero richiesto una divulgazione pubblica”.

La Commissione ha inoltre riscontrato che Activision Blizzard ha violato la regolamentazione in materia di whistleblower. A tutti i dipendenti che lasciavano l’azienda, infatti, Activision chiedeva se avessero avuto o meno, negli anni in cui erano impiegati, contatti o comunicazioni con la SEC.

Oltre a pagare la multa di 35 milioni di dollari, Activision Blizzard ha ovviamente accettato di interrompere queste pratiche.

Jason Burt, direttore dell’ufficio regionale di Denver della SEC, ha dichiarato:

“L’ordine della SEC stabilisce che Activision Blizzard non ha implementato i controlli necessari per raccogliere ed esaminare i reclami dei dipendenti in merito alla cattiva condotta sul posto di lavoro, il che l’ha lasciata senza i mezzi per determinare se esistevano problemi più grandi che dovevano essere comunicati agli investitori”. Inoltre, prendere provvedimenti per impedire agli ex dipendenti di comunicare direttamente con il personale della Commissione in merito a una possibile violazione della legge non è solo una cattiva governance aziendale, ma è anche illegale”.

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