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FURIA Esports abbandona Rainbow Six Siege

Dopo TSM un altro addio per il titolo Tom Clancy's

di Redazione
FURIA Esports abbandona Rainbow Six Siege

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Il fondatore di FURIA Esports, Jaime Pádua, ha annunciato lunedì scorso su Twitter l’uscita del team dalla scena competitiva di Rainbow Six Siege.

Nel suo Tweet Pádua spiega i motivi alla base della decisione: il team, dice, cerca di investire in videogiochi che “producono adrenalina”, hanno una “connessione sana tra l’editore e le organizzazioni” e hanno un buon “ecosistema intorno al gioco”, fattori di cui a suo parere il titolo è attualmente deficitario.

 

Non esclude tuttavia un possibile ritorno a R6 in futuro e sottolinea che gli alteti componenti il roster continuano ad essere legati a FURIA, almeno finché non si farà avanti un’organizzazione degna in grado di supportare al meglio i player.
Alcuni dei componenti infatti sono considerati talenti emergenti tra i più giovani ed entusiasmanti della regione, specialmente Diogo “Fntzy” Lima e Thiago “handy” Sá, e il nuovo arrivo, ingaggiato a gennaio, Eduardo “KDS” Chiste.

Il Team di Rainbow Six di FURIA Esports è stato uno dei più consistenti di questa stagione in effetti: si è qualificato per i primi due Six Major dell’anno, Charlotte e Berlino, e in quest’ultimo The Panthers hanno raggiunto i quarti di finale, dove hanno perso contro FaZe Clan.

Sfortunatamente, dopo aver perso il Six Major di Jönköping, la formazione è uscita clamorosamente dalla top 16 della classifica globale. Prima di allora, i brasiliani si erano qualificati per ogni evento internazionale post-pandemia, compresi il Six Invitational 2021 e il Six Invitational 2022. Che la ritirata abbia a che fare con questa delusione?

In ogni caso, FURIA non è un caso isolato, è il secondo team ad abbandonare la scena di R6 nelle ultime settimane: anche TSM ha annunciato nei giorni passati di avere l’intenzione di ritirarsi.

 

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