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Microsoft: udienza alla Commissione Europea

Tutti gli occhi puntati su Bruxelles

di Redazione
Microsoft Commissione Europea

2 min. di lettura

Il 21 febbraio Microsoft parteciperà ad un’udienza presso la Commissione Europea (CE) a Bruxelles in merito alle comunicazioni preventive ostative che l’organo di controllo europeo aveva sollevato sull’accordo di acquisizione da 69 miliardi di dollari di Activision Blizzard, produttore di Call of Duty e Overwatch 2.

Lo Statement of Objection firmato poche settimane fa dalla CE è un documento preliminare dalle finalità antitrust, contenente delle obiezioni o dei punti di preoccupazione circa accordi di acquisizione e collaborazione che potrebbero minare il regime di libera concorrenza. Sullo stesso binario si collocano anche il provvedimento preventivo adottato dalla Competition & Markets Authority (CMA) del Regno Unito la scorsa settimana e l’azione legale intentata dalla Federal Trade Commission degli Stati Uniti dello scorso dicembre.

L’ udienza sarà probabilmente occasione per Microsoft per rispondere alle obiezioni sollevate finora da tutti gli organi di controllo e anche dal competitor Sony, nonché da altre parti interessate dall’acquisizione. Ne sapremo sicuramente di più la prossima settimana, perché, a meno che a meno che le parti coinvolte non chiedano di mantenere riservate alcune informazioni e la CE accolga tali richieste, le obiezioni ed i relativi rimedi, così come gli altri documenti dell’udienza, dovrebbero essere resi pubblici, in tutto o in parte.

Ci si aspetta, come suggerisce The Esports Advocate, che anche Sony partecipi all’udienza, che invece è chiusa al pubblico ed ai media.Potrebbero partecipare funzionari dell’Unione Europea, tra cui le direzioni generali, la vicepresidente della Commissione Europea Margrethe Vestager (o un rappresentante qualificato del suo ufficio), rappresentanti di Stati membri dell’UE come Italia, Francia o Germania e terze parti interessate che possano convincere la Commissione Europea del loro legittimo interesse a presenziare.

Gli esiti possibili dell’udienza consistono o in una raccomandazione di approvazione incondizionata dell’accordo, o in un’approvazione a patto che vengano osservate alcune condizioni o in un rifiuto assoluto. Quale che sia l’esito, in ogni caso ciò che accadrà alla Commissione Europea probabilmente influenzerà la traiettoria dei negoziati anche nelle giurisdizioni di Stati Uniti (Federal Trade Commission) e Regno Unito (CMA), non solo per l’importanza internazionalmente riconosciuta ale raccomandazioni della CE, ma soprattutto perché i rimedi che Microsoft potrebbe suggerire per risolvere queste specifiche obiezioni potrebbero essere applicati anche a quelle sollevate dagli altri organi di controllo.

C’è da sottolineare, checché se ne pensi, che Microsoft sta dimostrando un buono spirito di collaborazione. Ha già firmato infatti accordi decennali con Nintendo e Steam per garantire che Call of Duty, il gioco al centro della maggior parte di queste obiezioni, continui a essere disponibile su piattaforme non legate a Xbox o Game Pass. Ha offerto a Sony un accordo simile per le piattaforme PlayStation, ma, per quanto ne sappiamo, il gigante della Play ha ignorato la proposta.

Martedì scorso Microsoft ha rilasciato una dichiarazione sull’udienza, sottolineando che stanno “continuando a lavorare con la Commissione europea per risolvere qualsiasi problema di mercato. Il nostro obiettivo è portare più giochi a più persone, e questo accordo perseguirà questo fine”.