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LXT: anche l’Italia ha una squadra di Valorant femminile

Il Team Esports Benefit pensa all'inclusività

di Redazione
LXT squadra femminile

2 min. di lettura

Anche l’Italia entra nel VCT Game Changers, torneo di Valorant tutto al femminile. Il merito è di Ask Advisory, Società Benefitt, che ha deciso di lanciare LXT Esports, in collaborazione con Lexant SBtA, Società Benefit tra avvocati.

L’obiettivo di Ask Advisory è quello di dar vita a un Valorant Champions Tour più rappresentativo per tutta la community, con un modello innovativo, in cui performance di gioco, etica ed inclusività vadano di pari passo. LXT Esport metterà a disposizione delle giocatrici del team un coach, uno psicologo e una serie di percorsi formativi di Academy Ask per guidarle e supportarle nella loro crescita personale e professionale. Da parte loro, i player di LXT Esports collaboreranno con Ask per sensibilizzare il pubblico sui rischi connessi al gioco, come il cyberbullismo, il match fixing, la ludopatia e la non corretta alimentazione.

La squadra femminile di LXT è composta da cinque ragazze, tutte con un fitto curriculum imperniato sull’FPS tra i più noti al mondo, Valorant. Sono:

  • Seffyra-Effy, Daniela Vrabie, 23 anni
  • Aranel, Sara Lippolis, 24 anni
  • Valyyrian, Angelica Greco, 19 anni
  • Regi, Regine Cabael, 22 anni,
  • Giu, Giulia Venuti, 20 anni

Daniela è uno dei volti femminili di Valorant Italia più noti e vanta importanti esperienze a livello competitivo europeo. Sara, dopo mesi e mesi di dedizione e impegno, sarà alla prima esperienza su un palcoscenico importante. Valyyrian è stata una delle prime giocatrici italiane del videogioco sviluppato da Riot Games e Regi e Giu hanno già una discreta esperienza nei tornei Game Changers.

Andrea Arnaldi, fondatore di Lexant, e Andrea Mileto, responsabile del progetto LXT, hanno dichiarato:

«Abbiamo scelto di sostenere questo innovativo progetto come Società Benefit perché riteniamo sia un mezzo potente per abbattere gli stereotipi, dare pari dignità a team di qualsiasi genere, consentendo a tutti di promuovere la propria carriera in uno spazio sicuro, sostenuto da una piattaforma per la crescita professionale sia all’interno che all’esterno del gioco. Parte integrante del progetto è la costituzione di un centro studi per monitorare i comportamenti dei gamer al fine di far emergere e valorizzare le competenze e le abilità proprie del settore del gaming. Tutt’altro che da sottovalutare, come molti credono».