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Microsoft: accordo decennale con Nintendo se acquista Call of Duty

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di Alessandra Rizzo
Microsoft: accordo decennale con Nintendo se acquista Call of Duty

2 min. di lettura

Il vice chairman e presidente di Microsoft Brad Smith ha annunciato via Twitter che l’azienda ha concluso un accordo decennale con Nintendo per garantire che tutte le future uscite di Call of Duty verranno rilasciate in contemporanea sulle consolle Nintendo e su Xbox.
Naturalmente, si tratta di un accordo preventivo che acquisterebbe valore solo nel caso in cui le autorità di regolamentazione e controllo per la concorrenza in Europa e negli Stati Uniti decidessero di dare il nulla osta per l’acquisizione da 69 miliardi di dollari di Activision Blizzard, e di conseguenza anche del titolo Call of Duty.

Smith ha scritto:

“Microsoft e Nintendo hanno negoziato e firmato un accordo legale vincolante di 10 anni per portare Call of Duty ai giocatori Nintendo – lo stesso giorno dei giocatori Xbox, con piena parità di funzioni e contenuti – in modo che possano vivere Call of Duty proprio come i giocatori Xbox e PlayStation possono godere di Call of Duty. Ci impegniamo a fornire un accesso paritario a lungo termine a Call of Duty alle altre piattaforme di gioco, offrendo più scelta a più giocatori e più concorrenza al mercato dei videogiochi”.

La notizia fa seguito all’annuncio di gennaio di Microsoft di aver avviato trattative separate con Nintendo e con la piattaforma di gioco per PC Steam per sottoscrivere un impegno decennale che garantisca la presenza di Call of Duty su queste piattaforme nel corso del prossimo decennio. È interessante notare che Microsoft ha menzionato specificamente PlayStation nella dichiarazione, anche se Sony non si è ancora espressa pubblicamente sulla questione. Abbiamo tuttavia già riferito in passato dei sospetti che Sony si sia incontrata con Microsoft e Activision Blizzard dopo la sentenza preliminare della CMA che si è opposta alla fusione all’inizio del mese.

 

Alcuni vedono quest’ultimo annuncio come un’apertura di Microsoft per dimostrare alle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e del Regno Unito il proprio intento nel condividere il gioco più importante di Activision Blizzard con altre piattaforme, qualora la fusione venisse approvata. Altri ipotizzano che sia un’azione espressamente richiesta dalle autorità di regolamentazione e antitrust per dare il beneplacito a che l’acquisizione vada in porto.

In ogni caso, che sia stata richiesta o sia sorta come dichiarazione d’intenti volontaria, ci sembra una garanzia abbastanza forte, seppur parziale, di rispetto della libera concorrenza del mercato.