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FaZe Clan: le azioni crollano ai minimi storici

Nessuna voce di delisting per ora dal NASDAQ

di Valentina Fontana
GameSquare FaZe Clan

2 min. di lettura

FaZe Clan, popolarissima e, fino a qualche tempo fa, molto profittevole organizzazione di esports con sede a Los Angeles, ha registrato un ulteriore calo azionario che l’ha portata ai minimi storici in borsa.

Qualche giorno fa abbiamo riportato che la società ha implementato un piano di licenziamenti che ha interessato circa il 20% dei propri dipendenti. Questo nonostante l’azienda stia vivendo una “crescita incredibile”, secondo il CEO Lee Trink, che aveva spiegato in una nota di desiderare una società più snella e una politica finanziaria più strategicamente attenta. Aveva poi chiuso con una buona notizia, e cioè che il resoconto finanziario del 2022, che sarà pubblicato a marzo, mostrerà un aumento dei ricavi del 25%.

In più FaZe non è stata l’unica ad integrare nel proprio programma di gestione finanziaria un piano di licenziamenti: anche OpTic Gaming, 100 Thieves, TSM e molti sviluppatori ed editori hanno ridotto la numerosità delle risorse in azienda.

La notizia ha però avuto un effetto inaspettato e forse inverso a quello atteso: il prezzo delle azioni di FaZe Holdings, quotata al NASDAQ, è crollato fino ad arrivare ai minimi storici, in continuità con un trend che va avanti dalla metà del 2022.

Solo sei mesi fa FaZe Holdings quotava oltre 20 dollari per azione. Alla fine di gennaio, in calo quasi del 95%, veniva già scambiata al di sotto del dollaro. All’inizio di febbraio ha scongiurato il rischio di delisting, registrando un leggero recupero, ma alla chiusura delle contrattazioni di giovedì 16 febbraio è sceso per la prima volta sotto 0,70 dollari, chiudendo a 0,68 dollari per azione.

FaZe Clan le azioni crollano

Stock Trend di Faze Holdings negli ultimi 6 mesi / Fonte: NASDAQ

 

Nonostante il durissimo colpo finanziario, forse necessario come per chi riparte da zero, FaZe Clan spera che la riduzione dei costi per il personale unitamente alla disciplina finanziaria predicata da Trink alla fine la condurrà sulla strada della redditività. Sempre che la borsa non imponga il delistng forzato nei prossimi mesi, opzione che sembra però ad oggi improbabile.

L’azienda dopotutto ha ancora una fanbase che conta milioni di fedelissimi, che però allo stato attuale sono finanziariamente poco utili: resta da risolvere l’annoso problema che affligge la maggior parte delle organizzazioni esportive, e cioè trovare un modo efficace per monetizzare questa moltitudine di fan. Secondo Forbes, il ricavo medio per abbonato dei canali YouTube di FaZe è di soli 0,36 dollari, e gran parte di questo ricavo è intascato dai content creator piuttosto che dall’organizzazione.

La maggior parte delle revenue entrerà dunque dalle partnerhip e dalle sponsorizzazioni, di cui FaZe ha intenzione di affinare la qualità, associando il proprio marchio solo aziende di un certo livello, come ha fatto con Porsche.