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EA Sports FIFA: la fine di un’era

Electronic Arts pronta per EA Sports FC

di Davide E. Nappi
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EA Sports FIFA: la fine di un’era

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Dopo quasi trent’anni si chiude un’era, quella caratterizzata dal dominio nel mondo videoludico della simulazione calcistica del titolo sviluppato da Electronic Arts in collaborazione con la FIFA, EA Sports FIFA.

L’inizio della fine

Le prime crepe si erano intraviste a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Nel novembre 2021, durante degli incontri interlocutori sul rinnovo della partnership tra EA e FIFA a Zurigo, il Financial Times era riuscito a strappare delle dichiarazioni a David Jackson, manager EA Sports, che diceva che “non siamo certi che andremo avanti con la FIFA come nostro partner per i naming rights. Il nome FIFA vive nelle menti di tanti giovani giocatori intorno al mondo, ma EA ha tanti e tanti giocatori. Non vediamo un motivo per cui questo dovrebbe cambiare in futuro, a prescindere dall’esito della trattativa”.

All’inizio la dichiarazione era stata presa un po’ per quello che era, ovvero una frase detta in un periodo di trattative, quindi forse più provocatoria che rivelatrice delle reali intenzioni di EA.
Tuttavia, restavano punti di disaccordo molto forti, noti a tutti. La FIFA avrebbe voluto ridurre l’esclusività dell’uso del proprio nome, limitandola alla sola vendita di videogiochi. EA invece avrebbe voluto sfruttarlo anche per memorabilia digitali realizzati con tecnologia NFT e tornei esport. Inoltre, in quel periodo si era detta irritata per non essere stata consultata ed invitata al tavolo di confronto per il progetto portato avanti con tenacia dal presidente Gianni Infantino sulla possibilità di far diventare il Mondiale di calcio un evento biennale.

Irritazione a parte, le disarmonie tra le due società non erano solo legate alla libertà di manovra e manifestazione di creatività. Come in tutti gli accordi pluriennali, arriva un momento in cui una delle due parti – o entrambe –  vuole rivedere gli intendimenti economici.
Un resoconto del New York Times risalente all’ottobre 2021 infatti aveva riportato che la FIFA aveva chiesto un miliardo di dollari per un rinnovo quadriennale, cioè il doppio di quanto pagato da Electronic Arts fino a quel momento.

La maggiorazione operata dalla Federazione ha così spinto i dirigenti della casa californiana a ripensare la convenienza dell’accordo. Facendo due calcoli, si sono resi conto che probabilmente anche senza la denominazione FIFA avrebbero potuto contare sui 300 accordi di licenza stipulati con alcuni dei più grandi club, calciatori e campionati in tutto il mondo, e che addirittura negli anni a venire per EA sarebbe finanziariamente più vantaggioso separarsi dalla FIFA, se ciò fosse avvenuto nella salvaguardia delle aspettative dei giocatori in termini di valore dell’intrattenimento offerto.

E così è stato, la ricetta è completa, la rottura è pronta.

Il futuro di EA SPORTS FC

EA Sports, in questi tre decenni, ha stretto accordi con chiunque nel mondo del calcio: grazie ad oltre 300 partner, avrà l’accesso a più 19.000 atleti attraverso 700 squadre, in 100 stadi e oltre 30 campionati in tutto il mondo. Praticamente solo i magazzinieri e i portaborracce sono rimasti fuori, e probabilmente neanche tutti. Una rete mondiale capillare, consolidata negli anni grazie alla qualità dell’intrattenimento offerto dal titolo e alla serietà e solidità finanziaria dell’azienda californiana. Per questo forse, come riportato da Gazzetta, il CEO Andrew Wilson sarebbe arrivato a dire ai propri collaboratori che la FIFA costituirebbe poco più che “quattro lettere su una confezione” in termini di utilità all’interno dell’accordo.

E’ innegabile che la partnership sia stata felicissima, con oltre 20 miliardi di ricavi nel corso di più di 20 anni, ma EA ritiene che “i giocatori vengono per il gioco, non per il nome”, come svelato da Jeff Grubb nel podcast GrubbSnax.

Forti di questa consapevolezza, e per tutte le motivazioni sopra citate, Electronic Arts ha modificato il proprio approccio, pianificando una strategia alternativa di sponsorizzazioni e partnership singole, che non sono calcolate sul comun denominatore della Federazione, ma soppesate ognuna in base all’importanza economica che merita.

EA e La Liga

Dopo 7 anni, La Liga Santander cambierà nome: per le prossime cinque stagioni sarà proprio EA Sports a dare il nome alla massima competizione calcistica spagnola, in conseguenza all’accordo da quasi 30 milioni di euro annui, che si aggiungeranno ai 30 milioni dell’attuale partnership in vigore tra la lega spagnola e la casa produttrice di videogiochi.

“EA SPORTS rappresenta la vetta delle esperienze calcistiche interattive oggi e per il futuro, e siamo onorati di continuare a lavorare con loro, così come abbiamo fatto per oltre 20 anni” ha dichiarato Javier Tebas, Presidente de LaLiga. “Siamo impegnati a lavorare insieme con EA SPORTS FC per fornire un’esperienza innovativa ed autentica ed accrescere insieme l’amore per il calcio, in tutto il mondo e per anni a venire.”

“EA SPORTS FC si impegna a offrire le esperienze più autentiche e coinvolgenti del calcio globale. La nostra nuova partnership innovativa con LaLiga eleva ulteriormente questa ambizione e rafforza la posizione di entrambe le organizzazioni al centro della cultura calcistica”, ha dichiarato David Jackson, VP Brand, EA SPORTS FC. “La portata di questa partnership è profondamente eccitante, così come l’opportunità di offrire esperienze incredibili ai fan attraverso l’innovazione del gioco, l’intrattenimento interattivo e le iniziative di base”.

EA e la Premier League

La Premier League è il campionato di calcio più importante al mondo se si considera la mole di investimenti annuali. L’accordo stretto da Electronic Arts per mantenere il suo status di main partner della Premier e di unico detentore della licenza ufficiale per i videogiochi si aggira intorno ai 550 milioni di euro per 6 anni. Si tratta di uno degli accordi commerciali nel mondo videoludico più importanti di sempre, che varrebbe quasi il doppio rispetto al precedente, rendendolo un’opportunità lucrativa unica per la lega.

“EA SPORTS è un partner di lungo corso ed apprezzato, e non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme nella nuova era di EA SPORTS FC” ha detto Richard Masters, Premier League Chief Executive.

EA e La Bundesliga

Non si conoscono ancora i dettagli finanziari che costituiranno la partnership tra EA Sports e la massima divisione calcistica tedesca. Da sottolineare questa dichiarazione resa pubblica direttamente da una press release di EA Sports

“Abbiamo una partnership eccezionale con EA” ha dichiarato il CEO della Bundesliga, Donata Hopfen. “EA SPORTS è una parte preziosa e rispettata del mondo del calcio, e siamo entusiasti di tutto quello che verrà come risultato della nostra innovativa collaborazione. Non vediamo l’ora di vedere la Bundesliga e la Bundesliga 2 prendere vita in EA SPORTS FC.”

Altri importsnti partner già annunciati saranno UEFA, CONMEBOL e Nike, che a proposito hanno detto:

“Con un impegno condiviso di servire gli appassionati di calcio in tutto il mondo, non vediamo l’ora che la nostra continuativa partnership con EA SPORTS FC fornisca ai giocatori autentiche esperienze di gioco con la presenza delle competizioni di club che amano.” – Guy-Laurent Epstein, Director of Marketing, UEFA

 

“Connettere i tifosi ai loro club, giocatori, competizioni preferite e ad altri fan è fondamentale per il futuro della passione calcistica, e siamo lietissimi di collaborare come partner di EA SPORTS FC per fornire queste esperienze immersive ai fan di tutto il mondo” – Juan EMilio Roa, Marketing and Commercial Director, CONMEBOL

“Siamo entusiasti di continuare ed espandere la nostra lunga partnership con EA SPORTS servendo atleti che connettono sport, gaming e cultura” ha dichiarato DJ van Hamerden, EVP & CMO, Nike Inc. “La nostra partnership con EA SPORTS FC accrescerà autenticamente le modalità in cui le nostre community possono giocare e dedicarsi allo sport.”

Il futuro della licenza FIFA

“Posso assicurarvi che il solo autentico, vero gioco che abbia il nome di FIFA sarà il migliore disponibile per i gamer e i fan del football”, ha detto Gianni Infantino, presidente della FIFA, poco dopo l’annuncio della fine della partnership con Electronic Arts. “Il nome della FIFA è il solo titolo globale, originale. FIFA 23, FIFA 24, FIFA 25 e FIFA 26, e così via: la costante è il nome della FIFA, e rimarrà per sempre il migliore”. Per Infantino, “il settore del gaming interattivo e degli esport è su un percorso di crescita e diversificazione senza rivali. La strategia della FIFA è di assicurare che possiamo sfruttare al massimo tutte le future opzioni e assicurare un’ampia gamma di prodotti e opportunità per gamer, fan, membri dell’associazione e partner”.

Finirà quindi il duopolio videoludico che vedeva EA FIFA e i titoli KONAMI dominare il mercato, ognuno con il proprio bacino di affezionati. La licenza FIFA ora non è detto che sarà esclusiva di un solo publisher, anzi a leggere le dichiarazioni di Infantino sembra proprio che potrebbero nascere più titoli licenziatari, che quindi contenderebbero il mercato ad EA Sports FC ed a eFootball, nuovo titolo KONAMI free to play.

Come cambierà il mercato

Per riassumere, tra fine 2021 e inizio 2022 le trattative per un rinnovo della licenza non vanno in porto, e EA Sports e FIFA decidono di separarsi dopo decenni di collaborazione. EA Sports FC sfrutterà la rete di partnership tessuta in questi anni, e riproporrà un titolo che sarà diverso da EA FIFA 23 non più e non meno di quanto quest’ultimo non fosse aggiornato rispetto all’edizione precedente, ma con nuove modalità frutto della rinnovata creatività scaturita dalla rottura delle restrizioni FIFA.
La Federazione, dal canto suo, sfrutterà la rescissione dell’accordo con la casa californiana per battere all’asta la propria licenza, e non è detto che il vincitore sarà solo uno. Ci aspettiamo di vedere nei prossimi anni titoli diversi, sviluppati orchestralmente o in competizione tra loro, forti del brand che ha contraddistinto il mondo del calcio videoludico negli ultimi decenni.

Sarà uno sviluppo interessante per il mercato, e chissà che dall’ampliata concorrenza non ne beneficino i consumatori.
Quello che è sicuro è che in casa KONAMI spumanti sono stati stappati e l’ottimismo corre a briglia sciolta.
Canto di vittoria prematuro? Forse.
Tantum tempus narrabo