Home » The land of Heroes: il più grande montepremi della storia degli esports

The land of Heroes: il più grande montepremi della storia degli esports

Ma il sospetto di esportswashing frena gli entusiasmi

di Valentina Fontana
The Land of Heroes

2 min. di lettura

Gamers8, con sede in Arabia Saudita, ha annunciato un nuovo torneo per il 2023 che avrà un montepremi di 45 milioni di dollari: The Land of Heroes.

Il montepremi da record è il più grande della storia e supera il precedente detentore, quello messo a disposizione per Dota 2 International 2021 di 40 milioni di dollari. L’importo totale sarà suddiviso per i vari titoli di esports previsti per le competizioni.

Ancora non è arrivata l’ufficialità della lista dei titoli dell’evento di quest’anno, ma la competizione del 2022 prevedeva tornei di DOTA 2, Fortnite, Rocket League, Rainbow Six Siege e PUBG Mobile. Possiamo immaginare che l’evento di quest’anno si avvarrà più o meno della stessa lista.

Il focus della campagna promozionale dell’evento si sostanzia nel far trasparire l’importanza del torneo, che mira ad essere il più grande sotto ogni punto di vista. Si giocherà su un maggior numero di titoli e il montepremi sarà triplicato rispetto a quello dell’anno scorso, che era pari a 15 milioni di dollari.

Inoltre, il montepremi finale di The land of Heroes potrebbe essere ulteriormente ampliato, come successo anche l’anno scorso, con premi individuali per i giocatori più performanti: il giocatore di Fortnite Danila ‘Malibuca’ Yakovenko ha ottenuto un bonus di 100.000 dollari per il suo titolo di MVP 2022.

Di questa crescente influenza dell’Arabia Saudita nel mondo esportivo c’è anche da evidenziare, però, un lato più controverso. Si nota ancora, e forse con giusta causa, una certa preoccupazione e una certa diffidenza nei confronti del governo saudita per quello che è stato chiamato un tentativo di “esportswashing”, ovvero un modo di mettere in vetrina i grandi sforzi e gli investimenti nell’industria esportiva con l’intento di nascondere o distrarre l’attenzione dalla situazione in cui versano i diritti dell’individuo e i diritti sociali all’interno della società saudita, con particolare riferimento ai diritti delle donne e della comunità LGBTQ+. È il motivo per cui l’anno scorso Moist Esports ha rifiutato l’invito di Gamers8 a partecipare al torneo, pur avendo in scuderia dei roster degni di nota che avrebbero potuto competere su più titoli.

Tuttavia, le accuse non hanno scoraggiato il presidente della Saudi Esports Federation, il principe Faisal bin Bandar bin Sultan, nel perseguire il suo piano di conquista del panorama:

“È con grande piacere che accogliamo ancora una volta l’élite del mondo degli esports a Riyadh per Gamers8, The Land of Heroes, dove il meglio degli esports brilla e trionfa. Il nostro obiettivo è quello di servire la comunità globale degli appassionati di esports e di giochi e, in ultima analisi, di sviluppare l’ecosistema globale degli esports”.