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FaZe Clan barcolla in borsa, il Nasdaq manda un avviso

Ma è davvero un rischio concreto?

di Valentina Fontana
GameSquare FaZe Clan

2 min. di lettura

Secondo un documento depositato da FaZe Holdings (FaZe Clan) presso la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, Il Team ha ricevuto una lettera dal Dipartimento per le Qualifiche di Quotazione del Nasdaq Stock Market che la informa di “non aver rispettato il prezzo minimo di offerta di 1 dollaro richiesto per continuare a essere quotata sul Nasdaq Capital Market ai sensi della regolamentazione di quotazione Nasdaq 5550(a)(2) sulla base del prezzo di offerta di chiusura delle common stock per i 30 giorni lavorativi consecutivi precedenti la data della lettera”.

Avevamo già parlato in un precedente articolo del fatto che il 20 gennaio 2023 il prezzo delle azioni di FaZe Clan è sceso per la prima volta sotto la soglia minima di 1 dollaro ad azione. Sebbene si sia ripreso fino a risalire sopra la soglia minima nei giorni successivi, dall’8 febbraio in poi è stato scambiato sotto il dollaro. Dal momento in cui ha ricevuto l’avviso di delisting, alla società è stato dato un ultimatum di 180 giorni di calendario, che scade il 19 settembre, per tornare in regola, ovvero per far si che il prezzo di chiusura delle azioni ordinarie raggiungano o superino 1,00 dollaro per azione per un minimo di dieci giorni lavorativi consecutivi. All’occorrenza, se il Dipartimento per le Qualifiche di Quotazione del Nasdaq Stock Market lo ritiene, si può richiedere un’estensione di altri 180 giorni per raggiungere la conformità.

In realtà, l’ultimatum per il delisting non è un problema reale in sé e per sé. Esiste una gamma di manovre finanziarie che si possono attuare per scongiurare che il prezzo per azione sia inferiore al dollaro alla data di scadenza. Per riportare la società in conformità delle regole di quotazione del Nasdaq basterebbe, per esempio, attuare un reverse stock split, che consistere nel ridurre il numero di azioni in possesso degli attuali azionisti, senza ridurne il valore. In tal modo un’azione acquisterebbe il valore precedentemente portato per esempio da 10 azioni, facendo salire il prezzo di scambio in ad una soglia di tranquillità.

Il problema vero, semmai, risiede nei significati che i vertici di FaZe dovranno riconoscere nella scarsa competitività del proprio pacchetto azionario, nell’incapacità di attrarre nuovi investitori e azionisti, colpa anche forse delle scarse revenue, rispetto a quelle attese, ottenute nel 2022.