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Astralis avvia una revisione strategica: possibilità di delisting volontario

Il crollo delle azioni nonostante la chiusura positiva dell'anno fiscale

di Davide E. Nappi
Astralis avvia una revisione strategica possibilità di delisting volontario

3 min. di lettura

Secondo quanto riportato per la prima volta da Dust2.us, Astralis Group, la società madre dell’organizzazione danese di esports Astralis, ha annunciato che il suo Consiglio di Amministrazione ha avviato una revisione strategica in seguito al crollo del prezzo delle proprie azioni.

La revisione strategica potrebbe includere il delisting delle azioni della società, una fusione con un’altra società, l’emissione di nuove azioni, la vendita di tutte o alcune delle azioni e/o degli asset della società o una combinazione di alcune o di tutte e quattro le opzioni.

Questi provvedimenti arrivano in risposta al fatto che le azioni di Astralis sono ora scambiate con uno sconto sostanziale rispetto al prezzo dell’offerta pubblica iniziale. Sono scambiate a 1,52 corone danesi pari a 0,20 euro, in ribasso rispetto al prezzo dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di 8,95 corone danesi (1,20 euro), con un calo del 65%.

Il Gruppo Astralis non ha fornito un calendario per il completamento della revisione, ma ha dichiarato che terrà aggiornati gli azionisti sui progressi della revisione. Ha aggiunto che non c’è alcuna certezza sull’esito della revisione strategica, né sul fatto che qualsiasi potenziale transazione possa essere completata con successo.

Nonostante l’annuncio, il Consiglio di amministrazione ha dichiarato che Astralis rimane nella posizione di generare rendimenti positivi per i suoi azionisti.
La società riferisce che gli obiettivi finanziari per il prossimo anno indicano un fatturato netto compreso tra 85 milioni di corone danesi (11,4 milioni di euro) e 90 milioni di corone danesi (12 milioni di euro), con un utile prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e dell’ammortamento compreso tra 0 e 5 milioni di corone danesi (670.000 euro).

Indipendentemente dall’esito finale della revisione, questa è la terza grande società di esports sotto i riflettori nelle ultime settimane a causa di problemi relativi al prezzo delle azioni e alla sostenibilità finanziaria.

Abbiamo già scritto riguardo all’avviso notificato a FaZe Clan da parte del NASDAQ, riguardante il prezzo per azione che continuava ad annaspare al di sotto della soglia minima di 1 dollaro fissata dalle regolamentazioni della borsa. L’azienda, che una volta era valutata 1 miliardo di dollari, ha subito un’ondata di licenziamenti a febbraio.

Molte altre società di esports quotate in borsa continuano ad affrontare problemi, tra cui anche Guild Esports della star del calcio David Beckham, che è scesa di oltre il 53% nell’ultimo anno.

Abbiamo già trattato anche dell’annuncio dell’organizzazione norvegese di esports Heroic che si è salvata per il rotto della cuffia assicurandosi un investimento di 10 milioni di corone norvegesi ( oltre 1 milione di euro), che gli permetterà di continuare a operare, dopo un periodo di incertezza in cui aveva dichiarato di avere un disperato bisogno di denaro per sostenere le operazioni commerciali.

L’industria degli esports in modo trasversale ha dovuto fare i conti con licenziamenti e con la diminuzione dei ricavi delle società, a causa della recessione globale che sta echeggiando anche in questo mercato. Anche le recenti notizie riguardanti FaZe e Heroic hanno destato preoccupazione e creato incertezza finanziaria, davanti all’evidenza che persino le più grandi e migliori squadre di esports non sono immuni alle fluttuazioni finanziarie.