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Quanto guadagnano i giocatori di esports?

L'analisi di Esport Insider

di Davide E. Nappi
Quanto guadagnano i giocatori di esports

5 min. di lettura

Esports Insider ha recentemente pubblicato una bella analisi che si pone una domanda semplice: quanto guadagnano i player professionisti degli esports? La risposta è forse un po’ più complessa, perché prende in considerazione il salario, le vincite, la vendita delle skin, le sponsorizzazioni, la creazione di contenuti e la vendita di merchandising.
Alcuni giocatori guadagnano milioni, altri centinaia di migliaia, altri un po’ meno.

Ma da dove viene principalmente il loro guadagno?

L’industria degli esports comprende decine di giochi, ognuno dei quali si rivolge a un pubblico unico e specifico. Il modo – e la quantità – in cui i giocatori guadagnano denaro differisce a seconda del titolo in cui competono.

La fonte di reddito più comune – e di solito più redditizia – per i giocatori è lo stipendio che viene loro corrisposto dalla squadra per cui giocano.

L’importo varia a seconda delle dimensioni della squadra, delle capacità del giocatore, del gioco in cui compete, delle competizioni a cui partecipa la squadra e di vari altri fattori.

Ai livelli più alti, i giocatori di esports possono ricevere milioni ogni anno dalla propria organizzazione.

Hal Biagas, ex direttore esecutivo della LCS Players Association, ha dichiarato in un podcast del 2020 che lo stipendio medio dei giocatori della LCS – la principale competizione nordamericana di League of Legends – era di 410.000 dollari l’anno.

Sono cifre importanti, eppure possiamo fare il caso di una cifra decisamente anomala e molto più alta,  che segna il tetto massimo corrisposto all’élite mondiale dei player, pagata alla star di League of Legends Perkz, che ha firmato un contratto triennale di 6 milioni di dollari con Cloud9 nel 2020.
In Cina, dove il gioco è parte integrante della cultura, gli stipendi sono ancora più alti. Nella LPL un giocatore ha recentemente firmato un contratto per 45 milioni di RMB (6 milioni di euro) all’anno. Un’altra decina ha contratti da 30 milioni di RMB all’anno (4 milioni di euro).

In Counter-Strike, Robin ‘ropz’ Kool, che gioca per FaZe Clan, ha guadagnato circa 800.000 euro nel 2022. Una parte di questa cifra comprendeva premi e vendite di skin, ma la maggior parte era costituita certamente dallo stipendio pagato da FaZe.

Secondo Digiday, in Valorant molti giocatori, compresi quelli che non giocano per squadre affiliate alla VCT, guadagnano tra i 20.000 e i 40.000 dollari al mese, e pochi eletti guadagnano anche di più.
In altri casi, i giocatori guadagnano attraverso app di coaching, come su Metafy.

Ma ci sono casi anche di giocatori senza alcun contratto. Questi non hanno ovviamente uno stipendio, ma si affidano ad altre opportunità come la creazione e la condivisione di contenuti o le vincite e i premi in denaro. I titoli della famiglia dei giochi di combattimento (FGC), come Super Smash Bros. e Street Fighter, brulicano di giocatori senza contratto, che si auto-finanziano il viaggio e le spese per partecipare ai tornei, inseguendo solo le vincite derivanti da un buon posizionamento.

Vincite e montepremi

La maggior parte degli eventi di esports, in particolare quelli di alto livello, prevede un grande montepremi per i team partecipanti. Ad esempio, la competizione CS:GO BLAST Premier Spring Finals ha un montepremi di 425.000 dollari, di cui 200.000 assicurati al vincitore, 85.000 al secondo e 40.000 dollari al terzo.

I montepremi ovviamente variano notevolmente a seconda del titolo.
I giocatori che hanno guadagnato di più dai premi in denaro sono solitamente giocatori di Dota 2, come Johan ‘N0tail’ Sundstein, che ha guadagnato 7,1 milioni di dollari in premi in denaro secondo Esports Earnings. Questo perché l’evento più importante dell’anno di Dota 2, The International, finanzia in crowdfunding il proprio montepremi, di solito per decine di milioni di dollari. Di conseguenza, i giocatori di Dota 2 di successo spesso diventano molto ricchi: il montepremi del 2021 era di ben 40 milioni di dollari.

Nel caso di montepremi vinti da team formati da più giocatori, solitamente vengono ripartiti secondo le clausole, presenti in tutti questi tipi di contratti, che stabiliscono quale percentuale del montepremi andrà ai player e quale all’organizzazione. Per fare un esempio ipotetico, se i giocatori del Team Mkers ricevono l’80% dei premi vinti e l’organizzazione il 20%, l’80% sarà diviso poi equamente tra i giocatori.

In-game Revenue

Se consideriamo invece i titoli multigiocatore che hanno uno store interno al gioco, nella maggior parte di questi vengono vendute skin indossabili: in genere si tratta di disegni di personaggi o di armi.

Alcuni giochi, come Rocket League, CS:GO e Rainbow Six Siege, vendono ora skin specifiche per gli esport. Gli editori di questi giochi di solito condividono i ricavi delle vendite delle skin con i team esports da cui prendono spunto.

Ad esempio, Ubisoft, l’editore di Siege, vende skin con il marchio di varie squadre come Dark Zero, G2 Esports e FaZe Clan. L’editore condivide poi tra il 20% e il 50% dei ricavi generati da tali vendite con le squadre partecipanti. In Rocket League, Psyonix condivide il 30% dei ricavi con le squadre. La maggior parte dei team poi condivide questo denaro con i giocatori.

Per la competizione “Champions” dello scorso anno di Valorant, Riot Games ha rilasciato delle skin a tema. Le vendite delle skin Champions hanno generato 32 milioni di dollari di ricavi, di cui 16 milioni di dollari sono andati alle 30 squadre partecipanti.

Sponsor personali

Inoltre, anche se un giocatore è legato a una squadra a volte ha la possibilità di firmare contratti di sponsorizzazione individuali. Forse il miglior esempio è l’accordo stipulato tra Finalmouse e Tyson ‘TenZ’ Ngo. È stato realizzato un mouse da gioco a tema TenZ che è andato sold out in poche ore. La collaborazione ha generato 7,6 milioni di dollari, di cui TenZ ha ricevuto una somma non rivelata, ma sicuramente significativa.

TenZ gioca per i Sentinels, ma ha concluso questa sponsorship separatamente. Ovviamente la possibilità di un giocatore di fare questi tipi di accordi dipende dalla volontà dell’organizzazione per cui gioca. A seconda del contratto tra squadra e giocatore, alcune organizzazioni hanno il diritto di porre il veto a un accordo di questo tipo, in particolare se il giocatore promuove un marchio concorrente di un partner dell’organizzazione.

Content Creator

Altri giocatori guadagnano dai contenuti che creano per piattaforme online. Attualmente esistono due piattaforme principali su cui i professionisti degli esport monetizzano con i loro contenuti: YouTube e Twitch.

Su YouTube, i giocatori professionisti possono inserire annunci pubblicitari nei loro video, generando così delle entrate. Sono anche comuni le sponsorizzazioni da parte di vari brand che pagano un compenso al creatore, solitamente in base alle views.

Twitch è l’applicazione di live-streaming più popolare tra i player. Come YouTube, i creatori della piattaforma possono inserire annunci pubblicitari nei loro contenuti e guadagnare da quelli, oppure se un fan vuole abbonarsi al proprio streamer Twitch preferito, può pagare una somma ogni mese ed una parte di questa va direttamente allo streamer.

Merchandising personale

Infine, non possiamo non prendere in considerazione che alcuni giocatori vendono direttamente il proprio merchandising. Il popolare giocatore di League of Legends Carl Martin Erik Larsson, detto Rekkles, ha un proprio sito web dove vende felpe e magliette.

Questo tipo di revenue è di solito riservato a giocatori con fanbase significativamente grandi, infatti Rekkles gioca ai massimi livelli da molti anni e produce anche contenuti sia su YouTube che su Twitch.

Per l’analisi completa, vi reindirizziamo direttamente all’articolo ad opera di Billy Studholme pubblicato il 06/04/23 su Esports Insider.