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Sciopero LCS, Riot Games risponde

Due settimane per trovare un accordo

di Davide E. Nappi
Sciopero LCS, Riot Games risponde

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Riot Games ha annunciato che rinvierà di due settimane l’inizio del Summer Split della LCS 2023 a causa dello sciopero organizzato dalla LCSPA, votato la scorsa domenica.

Le proteste di giocatori e fan sono state provocate dall’annuncio di Riot di voler modificare il regolamento della NACL, che ora consente alle organizzazioni della LCS di non partecipare alle competizioni di secondo livello.

Da allora, sette delle dieci organizzazioni LCS hanno abbandonato la propria divisione academy come misura di riduzione dei costi, compresi i Cloud9, campioni uscenti della NACL Spring split.

La risposta di Riot allo sciopero non si è fatta attendere, ed in un  post pubblico Naz Aletaha, Global Head of League of Legends esports, ha prima rassicurato i fan sull’impegno di Riot Games nei confronti della LCS e poi fatto notare che, nel caso in cui non si dovesse trovare un accordo entro le due settimane, l’intero Summer Split sarà inevitabilmente cancellato.

“Noi supportiamo i giocatori. Noi supportiamo anche le squadre. E noi crediamo più che mai nella LCS” – ha dichiarato Aletaha. Tuttavia, “ritardare oltre le due settimane renderebbe quasi impossibile lo svolgimento di una competizione legittima e, in tal caso, saremmo pronti a cancellare l’intera stagione estiva della LCS.
Voglio essere chiaro: questo non è un risultato che vorremmo, ma purtroppo è per garantire un sistema globale equo e competitivo”.

Non solo, se davvero il Summer Split fosse cancellato, anche i tre slot del Nord America ai mondiali 2023 sarebbero compromessi.

Aletaha ha poi passato in rassegna le cinque richieste avanzate dalla LCSPA, che sono:

  • Istituire un sistema di promozione e retrocessione simile agli ecosistemi Valorant per la LCS;
  • Che Riot si impegni a stabilire un monte salari per i giocatori della NACL per ogni stagione;
  • Permettere alle organizzazioni della LCS di collaborare con organizzazioni affiliate;
  • Garantire un contratto minimo per la prossima stagione LCS ai cinque giocatori che vinceranno le finali estive LCS;
  • Istituire una regola di continuità del roster.

Le prime tre richieste sono state rifiutate da Riot Games, che ha fatto notare tra l’altro che consente già rapporti di affiliazione all’interno della LCS e della NACL.

In risposta alla penultima richiesta, Riot effettuerà invece un pagamento speciale, una tantum, di 300.000 dollari a Rally Cry, l’operatore dei tornei della NACL, per sostenere le squadre della NACL durante la transizione alla nuova struttura della Challengers League.

La LCSPA ha poi rilasciato una dichiarazione in cui afferma che “il futuro della NACL e della LCS è troppo grande per essere deciso da un giorno all’altro” e ha richiesto incontri giornalieri con Riot, se necessario, per raggiungere una risoluzione entro le prossime due settimane.

Per sapere come si è arrivati a questa situazione, leggi il anche il nostro articolo La LCSPA organizza uno sciopero di massa