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Russia: proposta per tagliare fuori i detentori delle IP degli Esport

Una mossa controversa che potrebbe rivoluzionare il panorama esports nel Paese

di Davide E. Nappi
Russia: proposta per tagliare fuori i detentori delle IP degli Esport

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In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, la Russia sta valutando nuove proposte di legge che potrebbero ridisegnare il futuro degli esports nel Paese.

Con una proposta audace, infatti, i legislatori russi stanno cercando di ridefinire le leggi sugli esport, eliminando la necessità di ottenere l’approvazione dai detentori delle IP, come Riot Games, Activision Blizzard e Ubisoft. Una mossa controversa che potrebbe avere implicazioni significative a livello internazionale e potrebbe essere una risposta alle restrizioni economiche internazionali dovute alla situazione Ucraina.

La proposta prevede la creazione di una società di diritto pubblico che gestirebbe i diritti di licenza, trattenendo i fondi per un periodo di tre anni. Tuttavia, risulta quantomeno opaco la modalità con la quale questa società determinerebbe il valore di tali licenze senza consultare gli stakeholder esportivi al di fuori della Russia. Alcuni partecipanti alla discussione hanno sollevato preoccupazioni sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

C’è apprensione sulle possibili ripercussioni per le squadre e i giocatori russi che cercano di competere a livello internazionale, poiché tale proposta potrebbe portare all’esclusione da importanti competizioni globali.

La proposta introduce il concetto di “innovative sports” per descrivere discipline che combinano attività fisica e tecnologia, stabilendo un quadro legale per il “free use”. Ciò potrebbe essere una risposta alla riluttanza dimostrata dai proprietari delle IP al di fuori della Russia a concedere in licenza tecnologie e software per i Games of Future, annunciati dai presidenti Putin e Xi Jinping per il 2024.